In questo articolo vogliamo parlarti di un argomento che riguarda molte persone: l’epicondilite, comunemente conosciuta come gomito del tennista.
Questa fastidiosa patologia può colpire chiunque pratichi sport che richiedono l’uso delle braccia, ma anche chi svolge lavori che implicano ripetuti movimenti con il braccio.
Per fortuna, ci sono dei consigli che possono aiutare a prevenire o alleviare questo dolore.
In questo blog, ti forniremo 7 consigli direttamente dal fisioterapista per prevenire e gestire questa patologia.
👉 Continua a leggere per scoprire di più!
Le cause principali dell'epicondilite
L’epicondilite è un’infiammazione muscoloscheletrica che riguarda la parte laterale del gomito.
Interresa i muscoli estensori del polso e crea una forte limitazione funzionale nella manualità quotidiana, sul lavoro e nello sport.
👉 Ma quali sono le cause principali?
La causa va ricercata in un sovraccarico, in uno stress ripetitivo degli elementi tendinei oppure in un trauma di queste strutture.
Ci sono alcuni fattori di rischio come lo stile di vita, il sesso o il lavoro svolto che determinano più frequentemente questa patologia nella donna.
Così come un certo tipo di sport o di occupazione manuale colpiscono di più rispetto ad altre meno stressanti per le strutture anatomiche del gomito.
Inoltre, soffrire in concomitanza di problematiche di cervicale, di spalla o di polso – mano, oppure essere in sovrappeso, sedentari, obesi possono sviluppare questa patologia.
Come riconoscere questo tipo di dolore? (sintomi)
Ecco cosa si prova quando siamo in presenza di un’epicondilite:
- dolore al condilo laterale- esterno del gomito che può interessare un po’ il braccio e l’avambraccio
- debolezza e dolenzia nell’afferrare oggetti o strumenti
- aumento del sintomo doloroso quando si estende il polso (come per sollevare una bottiglia piena)
- peggioramento del dolore durante l’estensione del gomito
- difficoltà e dolorabilità nella prono-supinazione (nel ruotare l’avambraccio come quando si strizza o si avvita qualcosa)
- rigidità al mattino nei movimenti del gomito
Che differenza c’è con l’epitrocleite?
L’epitrocleite è il cosiddetto “gomito del golfista” che si manifesta come infiammazione della parte laterale interna del gomito dove si inseriscono i tendini dei flessori (epitroclea).
Cosa accade nell'epicondilite?
Succede che il tendine, sollecitato e sottoposto a un sovraccarico continuo, reagisce creandosi un ispessimento per ridurre lo stress e aumentare la rigidità.
Ciò lo rende più resistente e, con un giusto riposo e una minore sollecitazione, può tornare normale.
Il tendine segnala sempre i tentativi di guarigione del tessuto, ma quando non c’è tregua al sovraccarico, si avvia la fase degenerativa.
A questo punto si verificano delle micro-lacerazioni al tessuto tendineo fino alla rottura.
Le sollecitazioni fisiche continue o i microtraumi possono alla lunga danneggiare i tendini nei punti di inserzione sulle ossa.
È il caso dei muscoli estensori del corpo radiale che si ancorano all’epicondilo, la parte laterale-esterna del gomito, e che generano un’infiammazione definita appunto epicondilite.
E poiché si genera quando tiriamo ripetutamente indietro la mano come nel rovescio a tennis, l’infiammazione è spesso definita “gomito del tennista“.
In realtà questa tendinite si sviluppa ogni volta che i movimenti ripetuti in molte attività manuali sollecitano questi tendini, creano microlesioni accompagnate da dolore localizzato.
L’epicondilite nello sport è più frequente nel:
- tennis
- squash
- paddle
- body building
- cross fit
- scherma
In quanto tempo si può guarire dall'epicondilite?
Il tempo di guarigione è molto variabile da caso a caso.
Molto dipende se l’infiammazione è stata trattata all’insorgere del primo dolore (fase precoce) o quando la condizione persiste da tempo ed è invalidante.
Non va trascurato il fatto che spesso “si tira avanti” supportando il disagio in attesa che prima o poi passerà oppure che non si è costanti nel seguire un percorso terapeutico o nel fare le cose richieste.
Guarire in fretta non è possibile mentre accettare che ci vogliono alcuni mesi seguendo con scrupolo i consigli è il miglior modo di affrontare l’epicondilite.
7 consigli del fisioterapista per prevenire e curare l'epicondilite
Il primo intervento in caso di epicondilite è di tipo conservativo e solo nei casi molto gravi è di tipo chirurgico.
Il trattamento medico e fisioterapico dopo la diagnosi di epicondilite anche grazie all’ecografia o alla risonanza magnetica prevede i seguenti passaggi:
1️⃣ Tenere a riposo il gomito astenendosi o riducendo l’attività che sollecita troppo i tendini e scatena il dolore
2️⃣ Uso del ghiaccio almeno 3 volte al giorno con impacchi della durata di 10-20 minuti al massimo. L’applicazione del ghiaccio ha un potere vasocostrittivo che tiene sotto controllo l’infiammazione
3️⃣ Farmaci antinfiammatori consigliati dal proprio medico o dallo specialista
4️⃣ Utilizzo di un tutore che immobilizza parzialmente il gomito al fine di limitare l’escursione articolare, la sollecitazione ai tendini e di offrire un supporto durante l’attività lavorativa o sportiva
5️⃣ Terapia fisica con il fisioterapista secondo prescrizione medico – specialistica come laser, laser di potenza, ultrasuoni tecar, elettroterapia antalgica, horizontal Therapy
6️⃣ Terapia manuale con il fisioterapista per una mobilizzazione del gomito con movimento, l’esercizio terapeutico con una graduale progressione, le contrazioni isometriche per evitare di sollecitare i tendini interessati, il rinforzo del distretto spalla per una migliore redistribuzione dei carichi e delle sollecitazioni, il trattamento miofasciale o il massaggio fisioterapico profondo.
Quando l’infiammazione è ridotta con la terapia fisica, l’intervento fisioterapico si pone l’obiettivo di far riprendere movimenti e forza dell’articolazione del gomito evitando i compensi (riabilitazione funzionale)
7️⃣ Infiltrazioni o mesoterapia
👉 Soffri di epicondilite?
Ecco X semplici ma efficaci esercizi che ti aiuteranno ad alleviare i dolori.
👉 ESERCIZIO 1
In piedi, per un automassaggio, fai scivolare una pallina (da tennis) lungo tutta la pianta del piede, lentamente.
Provali e facci sapere se ti sono stati d’aiuto!
In conclusione, il dolore al tallone può essere un problema molto fastidioso e invalidante.
Tuttavia, con la giusta prevenzione e i trattamenti adeguati, è possibile alleviare il dolore e tornare alle attività quotidiane.
È importante ricordare che il riposo e la cura del piede sono fondamentali per prevenire l’aggravarsi del problema e che l’esercizio fisico regolare e la corretta postura sono fattori chiave per mantenere la salute dei piedi.
Se soffri di tallonite, è sempre consigliabile consultare un medico o un fisioterapista per ottenere il giusto trattamento e la giusta terapia.
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P.P.S. L’articolo non fornisce né intende fornire o suggerire terapie e/o diagnosi mediche, in nessun caso. Il medico curante o lo specialista è la figura di riferimento per individuare la patologia e consigliare il trattamento. Le informazioni contenute in questo articolo non sostituiscono il parere medico).
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