Il pavimento pelvico, o piano perineale, è un sistema formato da muscoli, legamenti e fasce disposto tra pube e coccige, che chiude inferiormente il bacino.
Svolge una funzione fondamentale: sostiene e stabilizza gli organi pelvici (vescica, utero, prostata, uretra, intestino e retto) e consente le funzioni di continenza, svuotamento vescicale e rettale, oltre all’attività sessuale.
👉 Come tutti i muscoli del corpo, anche il pavimento pelvico deve essere allenato per funzionare correttamente.
Tabella dei contenuti >> (tempo lettura: 8 minuti)
- Cos’è il pavimento pelvico?
- Quali sono i fattori di rischio della comparsa dell’incontinenza urinaria?
- Le diverse tipologie di incontinenza
- Cosa fare in caso di incontinenza urinaria?
- I 6 obiettivi della riabilitazione del pavimento pelvico
- Cosa devi sapere dunque dell’incontinenza urinaria e della sua riabilitazione?
Cos’è il pavimento pelvico?
Il pavimento pelvico o piano perineale è quel sistema formato da muscoli, legamenti e fasce teso tra pube e coccige in modo orizzontale a chiudere la porzione inferiore del bacino.
Come il muscolo diaframma superiormente segna lo spazio di contenimento e di stabilizzazione di tutti gli organi pelvici quali la vescica, l’utero, la prostata, l’uretra, l’intestino, il retto, ecc.
Inoltre, non solo contiene gli organi ma, come base forte ed elastica, consente le funzioni di continenza e di svuotamento vescicale, rettale e l’attività sessuale.
Quali sono i fattori di rischio della comparsa dell’incontinenza urinaria?
L’incontinenza urinaria si manifesta quando non vi è equilibrio tra la pressione all’interno della vescica e la pressione che il muscolo a forma di anello (sfintere uretrale) esercita sul canale (uretra) che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno.
Questo muscolo circolare,infatti, controlla la chiusura e l’apertura dello sfintere impedendo o favorendo la fuoriuscita di pipì.
I fattori di rischio che causano l’incontinenza urinaria sono:
- genere: è la donna ad essere più coinvolta soggetta rispetto agli uomini per una diversità di tipo anatomico
- gravidanza e parto: sia la condizione di gravidanza in generale che il momento del parto quando è naturale stressano il pavimento pelvico per fattori pressori e ormonali
- menopausa: i cambiamenti morfologici dell’apparato genitale che va in atrofia e ipotono per una cessata produzione degli estrogeni sono responsabili dell’incontinenza
- disfunzioni uro-ginecologiche: scarso tono dei muscoli pelvici, prolasso degli organi pelvici come utero e vescica, ad esempio cistiti, infezioni ed esiti di una chirurgia ginecologica
- chirurgia prostatica: è la condizione più frequente nella quale anche il soggetto maschile soffre di incontinenza da sforzo
- obesità: il peso corporeo e il grasso viscerale modificano la struttura e la funzione causando incontinenza
- sport: ci sono alcuni sport più a rischio che, praticati nel tempo e, nei casi di una muscolatura pelvica già un po’ ipotonica possono affaticare e stressare i supporti pelvici. Questi sport ad alto impatto sono la pallavolo, l’atletica, la pesistica, il crossfit, la ginnastica artistica, la bicicletta, la corsa e l’equitazione perché comportano il continuo e ripetuto crearsi di una pressione interna addominale aumentata
- etnia: a causa di una diversa struttura muscolare e connettivale la donna bianca soffre di incontinenza urinaria tre volte di più della donna di colore.
Le diverse tipologie di incontinenza
In base ai sintomi l’incontinenza urinaria può essere suddivisa in più tipi:
- incontinenza urinaria da sforzo quando la perdita di urina è involontaria e causata da sforzi fisici che aumentano la pressione intraddominale come quando corri, salti, tossisci o ridi
- incontinenza urinaria da urgenza quando la perdita di urina è involontaria e si associata o viene preceduta da uno stimolo urgente e intenso che non puoi trascurare. Ciò accade se il muscolo detrusore che forma la parete vescicale si contrae fuori dal controllo volontario come in molti soggetti sopra i 75 anni
- incontinenza urinaria mista quando la perdita di urina è involontaria e si manifesta sia in seguito ad uno sforzo sia ad uno stimolo urgente
- enuresi: quando la perdita di urina è involontaria e soprattutto notturna, durante il sonno (come accade nei bambini di 5-6 anni)
Cosa fare in caso di incontinenza urinaria?
La figura professionale del fisioterapista è determinante nel raggiungimento di un buon risultato finale.
Oltre al trattamento fisioterapico come riabilitazione dell’incontinenza urinaria, il fisioterapista ha il compito di informarti ed educarti a proposito di:
- anatomia del pavimento pelvico (tutte le strutture muscolari, fasciali e articolari che chiudono in basso il tuo bacino)
- funzione vescicale (cosa avviene quando fai pipì, la trattieni o la perdi)
- come lo stile di vita e lo sport influenzano la continenza o l’incontinenza urinaria
- come un programma di riabilitazione del pavimento pelvico dà grande riscontro nella gestione dell’incontinenza urinaria ed efficace nel miglioramento della qualità della vita
- il motivo per cui non si parla abbastanza di incontinenza urinaria per imbarazzo, vergogna, pudore, perché riguarda una zona intima del corpo umano e perché si accetta la perdita di urina come un fatto normale soprattutto dopo la gravidanza, la menopausa o l’intervento chirurgico
Il fisioterapista utilizza diverse tecniche per ogni caso specifico, tra le quali gli esercizi di rinforzo della muscolatura pelvica e sfinterica, gli esercizi di respirazione e gli esercizi di coordinazione muscolare.
Il pavimento pelvico è costituito da muscoli che, come tali e come tutti gli altri, devono essere allenati.
Il trattamento del fisioterapista prevede 4 fasi:
1️⃣ fase: presa di coscienza della muscolatura perineale per imparare a sentirla e a riconoscerne la funzione
2️⃣ fase: abbandono degli schemi errati di attivazione muscolare e dei compensi
3️⃣ fase: rinforzo e rilasciamento della muscolatura perineale in base al problema o alla disfunzione presente
4️⃣ fase: attivazione corretta dei muscoli perineali nella quotidianità, acquisizione di questa capacità in modo automatico durante il movimento, durante la respirazione e durante il mantenimento delle diverse posture.
Il fisioterapista ti insegna, in pratica, a eseguire una serie di contrazioni volontarie massimali della durata di alcuni secondi senza coinvolgere altri gruppi muscolari come i glutei, gli addominali e gli adduttori mantenendo una respirazione lenta e regolare.
I 6 obiettivi della riabilitazione del pavimento pelvico
La riabilitazione è il trattamento selettivo dei disturbi di incontinenza, ma è indicata anche la preparazione ad un intervento chirurgico nell’area pelvica come nel caso di interventi nell’uomo o agli organi pelvici nella donna e nella fase post intervento.
- 1° obiettivo: ripristinare una corretta funzionalità della muscolatura pelvica sia nella fase di contrazione che di rilassamento
- 2° obiettivo: ritrovare la coordinazione e la sinergia tra i muscoli perineali e addominali
- 3° obiettivo: controllare e correggere la dinamica respiratoria
- 4° obiettivo: educare ad una valida strategia di comportamento quando fai la pipì
- 5° obiettivo: assumere correttamente i liquidi per facilitare il regolare svuotamento della vescica
- 6° obiettivo: consigliare l’utilizzo di eventuali ausili terapeutici per migliorare la qualità di vita
Cosa devi sapere dunque dell’incontinenza urinaria e della sua riabilitazione?
- non è solo un problema femminile
Anche se la prevalenza è maggiore tra le donne, pure gli uomini possono soffrirne soprattutto nella modalità “da urgenza” e “da sforzo” dopo un intervento chirurgico alla prostata - l’incontinenza urinaria dopo il parto si recupera con il pilates
FALSO. Nessun tipo di attività fisica specifica può sostituirsi alla riabilitazione del pavimento pelvico eseguita da un fisioterapista specializzato. - posso continuare a correre o a fare sport?
Non c’è alcun divieto e nessuna controindicazione. La raccomandazione è di intraprendere immediatamente un percorso riabilitativo del pavimento pelvico con un fisioterapista per poter eseguire i gesti sportivi in sicurezza. Puoi tornare a muoverti con fiducia e senza imbarazzo. - è normale avere perdite di pipì.
FALSO. Non è normale perdere l’urina in modo involontario e questo rappresenta un campanello d’allarme. Purtroppo non se ne parla abbastanza per motivi culturali e sociali. Solo la fisioterapia può essere la soluzione al tuo problema. - quante sedute con il fisioterapista sono necessarie?
Ogni caso richiede una personalizzazione del trattamento, ma all’inizio è consigliato eseguire sedute settimanali con il fisioterapista per ricercare il giusto movimento acquisendo le capacità motorie, per evitare i compensi facendo lavorare altri muscoli, per raggiungere un miglior risultato. Si va da un minimo di un mese e mezzo ad un massimo di sei mesi con l’impegno di eseguire gli esercizi dati dal fisioterapista con costanza nel tempo e di riprenderli al bisogno. Bastano 5 minuti al giorno. - chi fa la diagnosi di incontinenza urinaria?
È l’urologo , specialista nell’apparato urinario che indaga quando si verificano le perdite di urina, se sono associate a certe attività durante la giornata. Se sono intermittenti o continue, se sono esigue o abbondanti.
Conclusioni
Non rassegnarti
L’incontinenza urinaria può essere gestita, migliorata e risolta.
Non è “qualcosa che capita a tutte“. Non è un dettaglio trascurabile. È un segnale del corpo che merita attenzione e un percorso mirato.
Affrontarlo significa migliorare la qualità della vita e tornare a muoversi con sicurezza e serenità.
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