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Contrattura, stiramento, strappo muscolare: qual è la differenza?

Capita soprattutto facendo sport sia a livello agonistico che amatoriale, ma in fondo anche nella vita quotidiana, di andare incontro ad una contrattura, uno stiramento o uno strappo muscolare.

Sono 3 tipi di trauma muscolare con caratteristiche diverse che vale la pena conoscere per distinguerli e porvi rimedio.

La contrattura muscolare

Spesso si manifesta quando la muscolatura è stanca ed affaticata e lo sforzo da compiere è elevato.

Anche le condizioni atmosferiche come il freddo possono rappresentare quel fattore che, trovando la muscolatura già rigida in partenza, la predispone alla contrattura.

La contrattura è di fatto una micro lesione del tessuto muscolare che, in seguito ad uno sforzo superiore alla possibilità delle fibre muscolari di contrarsi, rimane rigido causando dolore (che insorge qualche ora o qualche giorno dopo il trauma), limitazione funzionale e perdita dell’elasticità.

La contrattura è una condizione di difesa che il muscolo adatta per proteggersi da una sollecitazione troppo intensa che causerebbe una lesione.

Al tatto il muscolo risulta duro per l’aumentato tono muscolare.

👉 Cosa fare?

È sempre preferibile mettere a riposo il muscolo contratto anche quando il rischio di complicazioni è lontano.

Se la contrattura non è troppo importante ci si può aiutare con un auto massaggio delicato utilizzando pomate, gel, creme, olii a base di sostanze naturali unito ad alcuni esercizi di allungamento leggero delle fibre muscolari senza superare la soglia del dolore.

Quando la contrattura limita le proprie attività e risulta dolorosa, è indispensabile rivolgersi ad un fisioterapista che, circoscrivendo la situazione ad una contrattura muscolare e non ad altri tipi di lesione, può intervenire con il taping, la tecar terapia, il laser, l’ultrasuono, qualche massaggio decontratturante o la terapia manuale.

Anche alcuni esercizi di una ginnastica dolce con il personal trainer, eseguiti lentamente e correttamente fanno ritrovare alla muscolatura contratta la sua condizione naturale di partenza.

Lo stiramento muscolare

È un allungamento repentino delle fibre muscolari oltre il limite fisiologico durante l’esecuzione di un movimento o di un gesto sportivo.

Questo allungamento eccessivo non porta alla rottura vera e propria, ma soltanto ad una alterazione del tono muscolare e ad una conseguente contrazione di riflesso.

Il dolore localizzato è acuto ed improvviso, superiore a quello provocato dalla contrattura muscolare, ma non tale da interrompere l’attività praticata.

Altri sintomi che si presentano sono la limitazione nel movimento, la riduzione della forza e la rigidità muscolare.

👉 Cosa fare?

Nell’immediato, il riposo dalle sollecitazione per un paio di settimane e l’uso del ghiaccio sono i primi provvedimenti da prendere da soli per aiutare le fibre muscolari “stirate” a guarire lentamente.

Ma per capire l’entità del trauma muscolare bisogna rivolgersi ad una figura competente (fisioterapista, medico di base, medico dello sport, fisiatra, ortopedico) perché in alcuni casi, con determinati esami diagnostici come l’ecografia, ad esempio, si esclude lo strappo muscolare.

Ricorrere al fisioterapista e alla fisioterapia significa rendere più veloci i tempi di recupero potendo intervenire immediatamente con il kinesiotaping, il laser a media e alta potenza, la tecarterapia e gli ultrasuoni.

Dopo circa 1 settimana dall’evento e a conferma che si tratti solo di uno stiramento, si può procedere con un massaggio decontratturante completo , la terapia manuale e con i primi esercizi di allungamento.

Può iniziare a questo punto anche un blando lavoro aerobico partendo dall’uso della cyclette o del tapis roulant per una camminata.

Dopo 2 settimane circa lo sportivo può riprendere gradualmente i suoi allenamenti.

Lo strappo muscolare

Lo strappo muscolare o distrazione si manifesta come una vera e propria rottura delle fibre muscolari perché sottoposte ad una sollecitazione eccessiva durante uno scatto, una contrazione improvvisa, uno sforzo al di sopra della tolleranza muscolare oppure un allungamento esagerato.

Il muscolo risulta strappato in alcune sue fibre (lesione di 1° grado), in una consistente porzione (lesione di 2° grado) o lacerato per intero (lesione di 3° grado).

Il dolore che si avverte localmente, anche a riposo, è immediatamente acuto e intenso a seguito del rumore della rottura (il “crac”) e dall’avvallamento (il “buco”) nella porzione di muscolo lacerata.

👉 Cosa fare?

È il caso di sospendere l’attività fisica lavorativa o sportiva.

Lo specialista ortopedico, fisiatra, medico dello sport va immediatamente consultato per indagare l’entità del trauma lesivo con un’ecografia e/o con una risonanza magnetica.

Il riposo rigoroso di alcune settimane, gli impacchi freddi o di ghiaccio nelle prime ore dopo l’avvenuto strappo per contenere il versamento che crea un ematoma, tenere immobile la parte lesa, l’assunzione di farmaci antidolorifici e miorilassanti secondo prescrizione medica, l’intervento fisioterapico con alcune sedute di laserterapia sono le azioni più importanti da fare per evitare la formazione cicatriziale di fibrosità muscolari.

Lo strappo è una lesione e il tessuto riparativo che si forma è piuttosto rigido, toglie elasticità alle fibre muscolari ed espone il muscolo al rischio di ulteriori traumatismi lesivi.

Di grande aiuto sono gli ultrasuoni, la tecarterapia, il trattamento miofasciale e la terapia manuale.

Chi è più soggetto a questi infortuni?

Ci sono persone più soggette a questi tre infortuni muscolari che non sono soltanto gli sportivi, ma anche i sedentari, per una serie di fattori:

  • hanno dei disequilibri tra gruppi muscolari
  • non dedicano attenzione agli esercizi di allungamento
  • eccedono nell’affaticamento
  • trascurano il riscaldamento muscolare

Bene, siamo arrivati alla fine!

Speriamo di essere riusciti a darti delle informazioni utili e pratiche 🙂

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(N.B.: L’articolo non fornisce né intende fornire o suggerire terapie e/o diagnosi mediche, in nessun caso. Il medico curante o lo specialista è la figura di riferimento per individuare la patologia e consigliare il trattamento. Le informazioni contenute in questo articolo non sostituiscono il parere medico).

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